100 anni di storia dell’Arte – 1921/1930

29 gennaio 2011 1.715 views Nessun commento|
800px Palazzo Poste Alessandria   Severini   Foto Tony Frisina   DSC00879 300x223 100 anni di storia dell’Arte – 1921/1930

Gino Severini

Il secondo appuntamento con la storia dell’arte ci trascina nel periodo che va dal 1921 al 1930. Anni cruciali nel mondo dell’arte così come per la storia dell’uomo. Sono gli anni di transizione tra due guerre che hanno segnato un’epoca: quella fatta di baionette e quella della bomba atomica. Così in arte si passa dalla pittura espressiva e concettuale a quella spazialista ed astratta. Ma è ancora presto per trarre affrettate conclusioni e soluzioni ai problemi che andavano nascendo all’ora. Quel che maggiormente importa è che nel 1924 nasceva uno dei movimenti artistici più importanti ed incisivi di tutto il secolo, il surrealismo. Questo è l’anno in cui viene pubblicato il primo manifesto surrealista. Mirò, Breton, Ernst, Dalì sono solo alcuni dei rappresentanti di quel movimento che nasce da un sogno, lungo una vita o il tempo di un respiro. Surrealismo vuol dire Metafisica e torniamo in Italia, la terra ricca di storia che si interseca per forza di cose con l’ellenismo e il periodo arcaico. Tutto riconduce alla Metafisica di Giorgio de Chirico, di suo fratello e dell’espressione pittorica romana o di quartiere di Mafai, Scipione, artisti che proprio in questo periodo iniziano a produrre la loro arte.

Il surrealismo è per sempre, tanto è vero che la critica è discorde nell’accertare e determinare quale sia il periodo o l’anno in cui il movimento possa ritenersi concluso. La morte di Breton del 1966 o la guerra mondiale che ha poi dato vita alle arti dell’astrattismo e dell’informale? Di fatto va rammentato che il surrealismo, benché completamente rivisitato, esiste ancor oggi, forte più che mai, come tutta l’arte concettuale che nacque in quel periodo e che ancor oggi troviamo nelle opere più estreme, dalla video arte all’installazione.

401px Chirico Osaka01s3200 200x300 100 anni di storia dell’Arte – 1921/1930

Giorgio De Chirico

La guerra dicevo, si perché non è ancora scoppiata ma i regimi vanno delineandosi. Nel capitolo del decennio precedente non ho affrontato il tema del Futurismo. scelta bizzarra? No, ma solo perché esso si protrae per più di un decennio ed arriva ben oltre l’inizio delle operazioni belliche. Mario Sironi e Gino Severini, così come Balla e tutti gli altri artisti che in un certo qual modo hanno ruotato attorno al Futurismo, vissero quel periodo dedicando una parte del proprio tempo al regime. Oggi possiamo ammirare affreschi e mosaici di questi artisti ancora ben conservati ad esempio al Foro Italico. Qualcuno avrà notato il grande mosaico bianco e nero che assomiglia ad un lungo tappeto che porta alla palla a terra e poi allo Stadio Olimpico. Quella è un’opera di Gino Severini, l’artista che iniziò a dipingere sotto l’influenza di Giacomo Balla, aderì al Cubismo sotto l’influenza e l’amicizia con Picasso, Braque, Gris e Apollinaire, divenne scultore e decoratore nel periodo appena precedente la guerra e poi dedicò tutti i suoi sforzi nel periodo post bellico in difesa e rappresentazione del lavoro, della sua importanza, fino al 1966 dove muore a Parigi, la città che lo aveva ospitato per rappresentare una cattedra di mosaico insieme all’amico Riccardo Licata.

Pablo Picasso non manca mai, finché è in vita è l’artefice dell’arte del momento. E’ questo è il periodo in cui la sua pittura ritorna alle origini, si avvicina al classicismo, al surrealismo, il periodo cruciale in cui l’arlecchino si trasforma brevemente ed inesorabilmente nel minotauro.

Andrea Sterpa



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