Giacomo Manzù, una vita attraverso l’arte

25 marzo 2011 745 views Nessun commento|

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Spesso sentiamo parlare della crisi che la tecnica scultorea vive in Italia ormai da qualche anno. In effetti, anche come già sottolineato in questo stesso blog, il confronto tra la scultura italiana e quella internazionale non regge, in pieno fermento e sviluppo la seconda, statica e stantia quella nostrana. E allora quale rimedio può intendersi efficace per dare una svolta a questo periodo in cui l’arte sforna si, artisti validi, ma tende a

perdere il treno in corsa sotto molti aspetti essenziali dell’approfondimento artistico globale? Una risposta evidentemente non esiste o è talmente ben celata da farci cambiar discorso per parlare di chi con la scultura ci ha vissuto una intera carriera, esaltandola e donandole il fascino che merita. Infatti tornando indietro nel tempo scopriamo che la scultura in Italia ha vissuto periodi di alta fecondità e di ampio rispetto e visibilità internazionale.

Uno dei maggiori protagonisti italiani in tal senso è stato Giacomo Manzù. All’artista nato a Bergamo nel 1908 e morto a Roma nel 1981 è dedicata una mostra con un affascinante allestimento all’interno del cortile e delle sale del Palazzo Nervegna, in Via Duomo a Brindisi. Imponenti opere si stagliano all’interno degli ambienti che raccontano una dedizione verso delle icone che hanno accompagnato la vita dell’artista, dalle donne, amanti, mogli o semplici nature morte alle figure ecclesiastiche, i cardinali e gli studi piramidali in forme geometricamente semplici ma complesse allo stesso tempo.

Giacomo Manzù diviene famoso per i suoi bassorilievi che adornano le chiese e le cattedrali di mezzo mondo, da San Pietro a Rotterdam. E pensare che aveva iniziato da bambino il suo percorso intagliando il legno, con umiltà, come umile era la famiglia e il lavoro del padre, sacrestano e calzolaio. Ma da quei primi intagli ha saputo emergere e consegnarsi alla storia attraverso l’Accademia delle Belle Arti, l’allestimento per le scenografie dell’Edipo Re di Igor Stravinskji, Giuseppe Verdi o Richard Wagner, e poi la scultura posta di fronte alla sede ONU a New York e le tante mostre allestite per raccontare la sua opera.

Giacomo Manzù, una vita attraverso l’arte.



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