Achille Bonito Oliva vs Vittorio Sgarbi

11 maggio 2011 2.301 views 3 Commenti|
Maxxi 06 672 458 resize 300x200 Achille Bonito Oliva vs Vittorio Sgarbi

Foto Corriere della Sera

Dalle righe di Giulia Fontani sul portale Exibart appare chiaro ed evidente il divario di vedute che corre tra il critico d’arte Achille Bonito Oliva e l’altro critico, nonché politico, storico e personaggio televisivo Vittorio Sgarbi relativamente al mondo arte, in particolare quella contemporanea.

Sabato scorso in occasione della fiera romana The Road to Contemporary Art, Achille Bonito Oliva, come ci racconta Giulia Fontani, ha presentato il progetto di una mostra che si terrà al Museo Anderson di Roma nel settembre prossimo. Una intervista al critico nato a Caggiano nel 1939 è stata lo spunto per parlare (o sparlare) del Padiglione Italia della Biennale veneziana che quest’anno è stato presentato da Vittorio Sgarbi. Il padiglione è stato sminuito da Bonito Oliva il quale ha definito Sgarbi come colui che “non ha amore verso l’arte contemporanea, non rappresenta una figura curatoriale, non ha esperienza né conoscenza specifica dell’arte di oggi”. Aggiunge poi che la Biennale è “un’operazione dispersiva di risorse pubbliche”.

Che la Biennale di Venezia sia un business è assodato, che sia un contenuto ancora intriso di valori indicativi e incisivi di un’arte contemporanea valida, questo è tutto da dimostrare. Che negli ultimi anni si siano troppo spesso susseguiti curatori, critiche e polemiche è un dato di fatto. Ciò che rimane, oltre le parole di Bonito Oliva, in attesa di una eventuale replica del sindaco della cittadina siciliana di Salemi, è la certezza che Vittorio sia apprezzato in Italia maggiormente per le sue doti di storico dell’arte, quella antica e che Achille Bonito Oliva sia uno dei massimi critici d’arte, quella contemporanea.

E pensare che dall’articolo apparso sul Corriere della Sera il 3 giugno del 1992 ad oggi sembra non essere cambiato nulla tra i due personaggi, se non che le parti si siano invertite. All’ora il neo parlamentare liberale Vittorio Sgarbi definiva la nomina di Bonito Oliva a curatore del settore arti visive della Biennale “espressione non di cultura ma di mercato“.

a.s.



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