Il popolo egiziano a difesa dell’antico Egitto

5 febbraio 2011 2.162 views 3 Commenti|

egitto 300x198 Il popolo egiziano a difesa dell’antico EgittoOrmai da giorni l’area del nordafrica è scossa da tumulti che portano scompiglio tra la folla, nella politica, tra le religioni e nel patrimonio artistico che in quelle zone è ricco di millenarie testimonianze. L’Egitto in primis, vuoi perché l’influenza su tutta l’area è notevole, vuoi perché è il territorio più ricco di storia, questo Paese è al centro dell’attenzione mediatica. Col passare del tempo diviene anche più difficile raccontare quel che accade visto il precipitare degli eventi e l’allontanamento dei giornalisti dalle zone più calde.

L’Egitto è la terra dei Faraoni e negli ultimi anni ha iniziato a scoprire e vivere anche l’arte contemporanea. In questa terra aggredita il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie, Zahi Hawass, è stato nominato Ministro per le Autorità dal nuovo governo di transizione promosso dal Presidente Mubarak.

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L'artista contemporaneo Fathi Hassan (nato al Cairo nel 1957) con una sua opera

Dalle prime dichiarazioni di Hawass emerge che la maggior parte delle notizie diffuse nei giorni scorsi che riportavano di danneggiamenti gravi a mummie e cimeli dell’antico Egitto al museo del Cairo, siano state ingigantite. Rimane comunque il fatto che danneggiamenti di vario tipo e dimensione siano stati effettuati e che il pericolo sembra tutt’altro che scampato.

Il popolo egiziano ci tiene alla conservazione della propria identità oltre ad avere la giusta coscienza di quanto importante sia il materiale che racconta la storia del passato per l’economia del Paese. Questo ha permesso che fossero gli egiziani stessi a proteggere il museo del Cairo con catene umane formate non da militari o forze dell’ordine ma da semplici civili.

Ai civili si sono poi sostituite le Forze Armate egiziane che presidiano ora i siti archeologici di maggiore interesse come i musei, tombe, piramidi, la Valle dei Re.

Purtroppo l’arte non solo vive la continua minaccia del tempo, dell’usura, del distacco del colore dalla tela, ma come nel caso dell’alluvione di Firenze o della distruzione delle statue dei Buddha ad opera dei Talebani, essa è continuamente minacciata dalla natura e dall’agire sconsiderato dell’uomo.



3 Commenti »

  • nied said:

    In Egitto ci sono disordini, la guerra civile nelle capitali e nei paesi occidentali a trovare una posizione comune. Alcuni, come il segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon chiede libere elezioni subito, mentre il primo ministro italiano Silvio Berlusconi Mubarak rinforza la schiena. Forse è una buona cosa, perché alla fine deve decidere il popolo egiziano, come procedere lì. Ai miei occhi questo Mohamed ElBaradei solo uno che ora vuole saltare sul treno in movimento alla polvere, a volte velocemente presidente. Lui è nei miei occhi non è la legittimità democratica.

  • treb said:

    Una lettera aperta di speranza all’Egitto
    http://coriintempesta.altervista.org/blog/caro-egitto/

  • andreasterpa (author) said:

    speriamo nel buon senso di tutti

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